Vinci anche tu la sfida del secolo! La tecnica e la mente

Era il 1972. Reduci dalle rivoluzioni del ’68 e ’69 e prossimi alla prima grande crisi petrolifera della storia.

Chi si ricorda più quell’epoca, con la benzina che aumentava ogni giorno, il suo prezzo raddoppiava e triplicava nel giro di poche settimane, la lira, l’inflazione …

Ma, nell’estate di quell’anno, avvenne qualcosa che vale la pena di ricordare. Il campionato del mondo di scacchi si concludeva con la sfida del secolo di Boris Spasskij, russo, contro Bobby Fischer, americano.

Nel campo ultra-neutro di Reykjavik, nella gelida Islanda, un eclettico ed eccentrico americano, dal carattere imprendibile, metteva in discussione la supremazia russa nel magico gioco degli scacchi. In un clima da guerra fredda.

L’inizio di Fischer fu disastroso. La prima partita persa per un errore alla ventinovesima mossa: un errore che non era da lui e che gli costò la partita. La seconda partita persa a tavolino per il rifiuto di presentarsi, a causa del rumore prodotto dalle telecamere in sala.

Sul due a zero, molti ritenevano che l’Unione Sovietica avrebbe conservato la supremazia mondiale nel gioco degli scacchi.

Perfino Henry Kissinger chiamò Fischer. Rischiamo il disastro nel Vietnam, questa dobbiamo vincerla noi.

Spasskij commise, a sua volta, un errore di sottovalutazione psicologica nella terza partita, concedendo all’avversario di giocare in un piccolo locale senza telecamere. Paradossalmente, tale concessione lo mise in difficoltà e lo innervosì, portandolo a perdere la terza partita.

La quarta partita finì in parità, mentre la quinta fu vinta da Fischer, dopo un clamoroso errore di Spasskij alla ventisettesima mossa.

Fischer, a quel punto, malgrado avesse semplicemente pareggiato lo svantaggio, sentì di avere la vittoria in mano.

E vittoria fu: il prosieguo, da parte sua, fu un capolavoro di tecnica, capacità e psicologia, che portò il suo avversario a rassegnarsi gradualmente alla sconfitta. Che fu brutale, con ben 4 punti di distacco, 8.5 contro 12.5 di Fischer. Inutile giocare le ultime tre partite delle ventiquattro previste.

C’è qualcosa di molto simile agli scacchi nel trading. La componente tecnica, che è fondamentale. Quella di abilità, nell’avere una visione chiara a livello strategico. E la componente psicologica, dominare il mercato e la situazione e non esserne dominati.

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